RADICI – Ciò che resta dell’ego

RADICI – Ciò che resta dell’ego 

Soggetto, Regia e Drammaturgia: Gianluca Paolisso

Con: Daria Contento, Piero Grant

Riprese video e montaggio: Daniele Garigliano

Musiche originali: Samuele Cestola

Foto di scena: Simone Galli

 

 

RADICI, ciò che resta dell’Ego, nasce da una domanda che mi assilla in quest’ ultimo periodo: chi è l’Attore? E’ un semplice interprete, un esecutore di visioni esterne, o un motore narrativo, una individualità complessa da coltivare e ritrovare?

Poi mi son chiesto: chi è l’Attore oggi, e qual è il mondo nel quale si trova a vivere e ad agire, quali sono le dinamiche che lo animano?

Soprattutto, cosa resta di sano in un contesto troppo spesso mosso da invidie, scazzottamenti e maldicenze?

Ecco, in RADICI, ciò che resta dell’Ego, ho voluto raccontare, per la prima volta dietro la macchina da presa, un processo per immagini, un passaggio di visione che ritengo fondamentale per chi fa il nostro lavoro.

Troviamo dunque un Attrice e un Attore, ognuno nella propria zona di luce: si muovono di fronte al pubblico non tanto per comunicare, trasmettere, raccontare qualcosa, ma più che altro per apparire, per mostrare un presunto talento.

Ma ad un tratto questa “danza” li soffoca, si fa stringente, sempre di più, fin quando un inaspettato cambio luce li porta ad una ri-scoperta:”Non sono solo sul palcoscenico”.

E dunque queste due umanità così concentrate su se stesse si avvicinano, si liberano dai colori malati dell’Ego e avviano dopo tempo immemorabile un timido contatto, che forse porterà alla nascita di un processo creativo, chi lo sa. Di certo la luna, presente in tutto l’arco narrativo dello shortmovie, porterà i due protagonisti a ricontattare le radici più profonde non solo dell’essere teatranti, ma dell’essere umano: la condivisione autentica, l’amore per l’altro.

Credo che solo tramite questa consapevolezza in fieri sia possibile creare qualcosa di importante, e quindi scalzare una precarietà sempre più ritorta su se stessa, incancrenita.

E’ tutto così idilliaco, o forse ci troviamo nei meandri di un sogno, dolce e utopico?

Il risveglio sarà più duro del previsto, eppure, anche nei crudi contorni del reale, è possibile avviare una grande rivoluzione, che può nascere solo dal nostro sguardo.

Gianluca Paolisso

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