About

 

Presentazione e metodologie di lavoro

C. T. Genesi Poetiche viene fondata il Primo Gennaio 2016 da Gianluca Paolisso e Daria Contento.

 L’obiettivo ultimo di questa nuova realtà è tutto espresso nel suo nome: una ricerca costante volta alla sperimentazione teatrale, un percorso di conoscenza che permetta al pubblico di avvicinarsi a nuove possibilità di messa in scena, un racconto onesto e critico della società e delle sue più acerbe contraddizioni.

 C. T. Genesi Poetiche pone le sue radici nel corpo dell’Attore, primo motore di narrazione emotiva, e nel suo dispiegarsi a contatto con la musica, con gli oggetti di scena, con la scenografia.

Un gruppo di giovani professionisti alla ricerca di una strada alternativa, allergica al conformismo e amante della rivolta. Generazione perduta? Poetica, semmai …

 C. T. Genesi Poetiche si muove su due binari: da un lato è attenta alla nuova Drammaturgia, con la ferma intenzione di darle il più ampio respiro possibile all’interno dei suoi progetti, dall’altro crea Drammaturgia tramite il lavoro in sala prove, attraverso un autentico dialogo tra le varie figure professionali.

Tramite un accurato studio dei temi e di testi che possano costituire un punto di partenza, uno spunto creativo necessario, Drammaturgia e Regia si fondono in un unico corpo narrante: il testo diviene pre-testo, per dirla alla Grotowskji, un embrione in costante trasformazione.

Ogni altra drammaturgia dello spettacolo sarà valorizzata a sostegno della Regia e dell’Attore, alle volte influenzandone il processo emotivo e creativo: il disegno luci, le musiche, gli oggetti di scena, le scenografie non sono accessori dello spettacolo, ma componenti prime, storie al pari della prima storia.

Grande attenzione sarà rivolta ai grandi Classici della Letteratura Teatrale, ma non con l’intenzione di riproporli in modo sterile o già visto, ma nel riportarli a noi secondo il modus operandi di cui sopra, in una nuova veste che rispetti la loro grandezza ma che tenga conto dei bi-sogni visivi, ritmici ed estetici dei nostri tempi.

L’Attore diviene quindi non banale esecutore, una sorta di strana marionetta nelle mani del Regista, ma una fonte di creatività e proposte indispensabili alla buona riuscita del lavoro. Il suo corpo si modella sulle proposte musicali offerte , i muscoli tesi ascoltano l’induzione emotiva esterna e rispondono raccontando una storia improvvisa, alle volte fugace, alle volte necessaria. Da questo primo processo di improvvisazione nasce la consapevolezza di sé e di ciò che si andrà ad interpretare.

Una collaborazione onesta di idee e intenti, un abbraccio sincero che contempli un solo comandamento: la necessità di dire.

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