Hamletown

17012376_10210683844086575_1695899676_n

Ideazione del progetto e Produzione: Cristian Pagliucchi
Testo, Drammaturgia e Regia: Gianluca Paolisso
Con: Simone Bobini, Cristian Pagliucchi, Michela Ronci, Eva Sabelli, Piero Grant, Marco Guglielmi, Dalila Aprile
Ambiente sonoro: Samuele Cestola
Foto di scena e grafiche: Simone Galli
HamleTown è l’ultimo sguardo su un mondo, l’attimo che precede l’Apocalisse. HamleTown si nutre di delitti, menzogne, soprusi, di emozioni e coscienze annullate: tutto al servizio di regole non scritte eppure incise a fuoco nella carne. HamleTown è preservazione del potere e stupida reggenza, è la violenza senza scopo, i piani non riusciti, un luogo in cui i fantasmi influenzano i vivi, dove l’ombra cala inesorabile. HamleTown riconosce tutti i suoi abitanti eccetto lo stesso Amleto e Ofelia, stelle in un universo estraneo: in loro l’amore, il dubbio, il desiderio di fuga oltre le cose, oltre la vita, li dove nessuno potrà mai trovarli. HamleTown è il mondo che affonda, un buco nero, il simbolo più crudo della fine e allo stesso tempo la speranza dei sentimenti, di una lontana dolcezza da afferrare al volo. HamleTown è un poetico atto di denuncia, un inno al dubbio nel tempo del pensiero unico.
NOTE DI REGIA: Le vicende di HamleTown conservano lo scheletro del celebre Dramma shakesperiano, ma non indugiano nel novero delle tante riscritture, piuttosto si sviluppano in un arco narrativo del tutto differente. La figura del Re Claudio diviene preponderante: le sue azioni e conflitti ci trascinano in un mondo sospeso sul ciglio del baratro, la cui unica salvezza sembrerebbe il continuo perpetrarsi della crudeltà. In lui il desiderio di potere, di assoluto, e anche una non lungimiranza di ciò che inevitabilmente dovrà accadere. Vicino al trono il braccio destro Polonio, “padre esemplare” e strenuo sostenitore della causa, e i due allegri gemelli, Rosencrantz e Guildestern, paladini della violenza senza scopo e dell’imperante mediocrità. A pochi passi Gertrude: donna facile o prostrata dagli eventi? Forse complice, priva di scrupoli, di certo una madre senza figlio. Sui resti del mondo aleggia il Fantasma, voce della coscienza, allucinazione uditiva. E infine Amleto e Ofelia, granelli di sabbia nell’ingranaggio, emblemi della sofferenza di chi non si riconosce nel mondo e cerca un altrove, purché lontano e irraggiungibile. Il loro essere o non essere diviene un’amara filastrocca, la consapevolezza che precede l’ultima partenza. Una sola domanda aleggia in HamleTown: dopo tutto questo, le poche anime pure avranno la forza di ricongiungersi, di ritrovare l’amore perduto?

 

Clicca qui per ascoltare il soundtrack originale di Hamletown!

 

Rassegna Stampa:

 

Leggi qui la nostra recensione su www.scenacritica.it

Leggi qui la nostra recensione su Brainstormingculturale Magazine

Leggi qui la nostra recensione su Laici.it

Leggi qui la nostra recensione su Recensito.it

Annunci